martedì, 08 settembre 2009

 

Avevo pensato di chiudere....e invece no. Mi fermo solo per un pò. Questo blog torna presto, più vivo che mai. Tornerà però ad essere soprattutto un blog d'opinione. E di commento. Fateni riflettere solo un pò sugli argomenti. A presto, con un nuovo look ed un nuovo ventaglio di questioni.

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martedì, 24 febbraio 2009

Si potrebbe quasi dire: “era tutto previsto”. Marco Carta con “La forza mia” vince il Festival di Sanremo. Superati gli ostacoli delle giurie demoscopiche e di quella tecnica, le uniche che avrebbero potuto defenestrarlo, si era capito subito che la sua strada sarebbe stata spianata. Senza rivali al televoto, dopo che l’ultimo round aveva visto sconfitto anche Al Bano, l’unico in grado di calamitare i voti telefonici quanto lui.

VALLETTA” POCO CASUALE - Sul podio Sal Da Vinci (terzo) e Povia (secondo), non certo le tre migliori canzoni del lotto (tutt’altro) anche se almeno va detto che ha vinto uno dei pochi brani che riascolteremo in radio. Ha vinto Carta nella serata nella quale CASUALMENTE c’era sul palco Maria De Filippi. Come non pensare che solo la sua presenza abbia portato in dote i voti di coloro che solitamente guardano “Amici”? 

RIDATECI LA MUSICA - La musica italiana, intesa come prodotto esportabile anche in Europa, esce sconfitta. Marco Carta ha il successo assicurato in tema di vendite, ma ha un traino importante che arriva dalla sua precedente esperienza nel talent show. Non è il solo in Europa, intendiamoci. Praticamente dovunque ormai i primi posti delle classifiche europee sono monopolio di giovani usciti dai vari “X factor” e “Star Academy“, “Pop star” e simili.

Solo che in Europa, questi vanno di pari passo con il prodotto locale che esce normalmente dalle varie esperienze: ci sono gli artisti dei talent, ma anche tutto il resto del pianeta musicale ha i suoi spazi. Le tv europee fanno molta più musica e nei festival europei l’età media dei partecipanti è bassissima. Da noi girano sempre gli stessi nomi - che intanto invecchiano- e soprattutto si continua a votare in base a criteri variegati fra i quali il valore musicale è sempre l’ultimo. E i talent show sono praticamente l’unica fonte di rinnovamento della nostra musica.

Non ci confrontiamo con l’Europa - intesa come Eurofestival - da 10 anni, preferendo il nostro ghetto: se lo facessimo sapremmo quanto siamo lontani dal concetto di musica contemporanea e quanto lo è Sanremo, che ha eliminato uno dopo l’altro gli artisti più radiofonici. Almeno una cosa, quindi, a Marco Carta (ma anche ad Arisa, se è per questo), dobbiamo rendergliela, per onestà intellettuale: è un nome nuovo e amato dalle radio.

L’ultimo vincitore del genere fu Elisa, nel 2001. Come dire: dei tre arrivati in finale ha vinto il meno peggiore: se avessero vinto gli altri due, o Al Bano, per esempio, sarebbe stato probabilmente il funerale.  Magra consolazione, ma è bene non cullarsi sugli allori: è stato un buon festival complessivamente, ma che ha finito per relegare i brani “veri” fuori dalla porta. Manca sempre un passo per segnare la svolta. Perchè questa è l’Italia.

QUELLI CHE NON HANNO ETA’ -Marco Carta ha 23 anni, tre in meno di Arisa che ha vinto nella sezione Giovani. Per riprendere un concetto del mio amico Eddy Anselmi di Festivaldisanremo.com: Carta (25 anni), Povia (36) e Sal Da Vinci (40) erano i tre più giovani in gara fra i campioni. In gara c’erano sei artisti over 60. Nel 1973 i tre vincitori furono i più vecchi in gara e il più anziano di anni ne aveva 33. Meditate gente.

PRIVILEGIO - Marco Carta è il primo artista uscito dai talent show che abbia gareggiato nella ex categoria Campioni. Niente di male, ma allora, seguendo lo stesso criterio, perchè Karima e Silvia Aprile (e in passato Antonello, Maria Pia Pizzolla e i Pquadro) erano fra i Giovani e addirittura Emanuele Dabbono, 4Sound, Antonio Marino addirittura al contest on line?  E che dire per esempio di una come Iskra, da 20 anni corista di Lucio Dalla, che ha cantato in tutto il mondo ricevendo i complimenti anche di Eric Clapton? Lei fra le Nuove Proposte. Questo festival è stato bellissimo, ma aveva alcune cose davvero assurde.

LA SCONFITTA DEL TELEVOTO - Lo abbiamo detto anche in passato: il televoto “droga” questi concorsi. Almeno il televoto come lo si fa in Italia, tenendolo aperto per giorni e giorni, senza controllo. Favorisce inevitabilmente gli artisti che a prescindere da canzoni e/o talento, hanno un maggiore appeal fra il pubblico. Fateci caso: oltre al Marco Carta, sono arrivati in finale Sal Da Vinci, ovvero l’unico napoletano in gara (e tradizionalmente gli amici napoletani sono giustamente calorosi con i loro rappresentanti) e Povia, autotrascinatosi grazie all’operazione mediatica fatta dentro e fuori dal palco per sostenere la sua mediocre canzone (al di là del testo) e probabilmente spinto verso l’alto dall’efetto boomerang dell’intervento di Grillini dell’Arcigay dopo la sua prima esecuzione (peraltro Povia è comunque uno che già di suo ha un discreto appeal, vedasi ”Vorrei avere il becco” del 2006 e “I bambini fanno oh..”)

MEGLIO L’EUROPA - Il televoto è diffuso anche in Europa. Ma lo usano meglio. All’Eurofestival, il concorso europeo della canzone, cui l’Italia non partecipa per scelta della Rai (possono gareggiare solo le tv pubbliche associate all’Eurovisione) dal 1998, si vota soltanto alla fine di tutte le esibizioni e per soli 15 minuti. Questo metodo ovviamente non mette al riparo dal fatto che si possano favorire gli artisiti più mediatici, ma senz’altro garantisce equità di condizioni. La miglior soluzione sarebbe probabilmente far votare solo le radio, tanto sono loro che poi passano i dischi.

 FESTIVAL TALENT - A suo modo  Carta segna una svolta storica perchè per la prima volta un cantante uscito da un talent-show (ammesso che “Amici” si possa definire tale) vince il Festival di Sanremo. E’un segnale importante, dopo che quest’anno un altro artista uscito dai talent (X-Factor, quello si che lo è), vale a dire Giusy Ferreri ha dominato le classifiche restando prima per tre mesi consecutivi. Un segnale che dovrebbe far riflettere su quanto poco spazio abbia la musica nella tv italiana.

ARISA PIGLIATUTTO - L’altra grande vincitrice è Arisa, in arte Rosalba Pippa, che ha vinto tutti i premi in palio (li vediamo sotto) per la sua categoria. E ieri sera, all’inizio della serata finale del Festival di Sanremo, il suo brano “Sincerità” era in testa anche alle classifiche di vendita di I-Tunes. Davanti a Marco Carta.  A noi Arisa è piaciuta: semplice, con un motivo dolce ed allo stesso tempo accativante. Molto spontanea nella sua timidezza. E'nata una stella? Forse.

 PREMI COLLATERALI

PREMIO DELLA CRITICA “Mia Martini” sezione Giovani: ARISA
PREMIO DELLA CRITICA “Mia Martini” sezione Artisti: AFTERHOURS
PREMIO SALA STAMPA RADIO TV sezione Giovani: ARISA
PREMIO SALA STAMPA RADIO TV sezione Artisti: POVIA
PREMIO SIAE: Anja (Sanremofestival.59)
PREMIO CITTA’ DI SANREMO: alla memoria di MINO REITANO

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categoria:musica, sanremo, marco carta
giovedì, 19 febbraio 2009

Prime due serate del Festival di Sanremo abbiamo ascoltato le ventisei canzoni in gara, votate da due diverse giurie demoscopiche. Nella categoria artisti sei cantanti sono stati temporaneamente eliminati e dovranno andare al televoto (minuto per minuto, le informazioni le trovate qui). Questi sono i nostri giudizi, adesso tocca a voi...

CATEGORIA ARTISTI

AFTERHOURS .- Il paese è reale
E’un cazzotto in bocca all’omologazione del festival. Ballata rock dal sapore vagamente ribelle. In questo festival sono talmente marziani da potersi permettere di cantare alla loro maniera i drammi della nostra società e di rinunciare al direttore d’orchestra. “Adesso fa qualcosa che serva, che è anche per te se il tuo paese è una merda”. Uno schiaffo all’immobilismo. “Adesso fate qualcosa che serva”: giovedì, nella serata dei ripescaggi votate gli Afterhours anche se non vi piacciono. Salverete il festival. VOTO 8.5

AL BANO- L’amore è sempre amore
…e Al Bano canta sempre la stessa canzone. Due toni più sotto, perché gli autori lo obbligano a far così. Ma sempre la stessa canzone. Per carità.  VOTO 3

ALEXIA ft MARIO LAVEZZI - Biancaneve
Un po’ di ritmo, suvvia. Arriva a mezzanotte e un quarto abbondante. Bella fusione di voci, canzone in puro stile Mogol-Lavezzi ma si infila nelle orecchie che è un piacere. Alexia torna con l’energia che non le sentivamo tirar fuori da un po e a quarant’anni con quei capelli biondi è anche più carina di prima’. Lavezzi l’accompagna e a fianco a lei quasi sparisce. Ma va bene così. Festivalmente parlando è la canzone ideale: non la migliore del lotto, ma quella che ha le carte piu grosse da giocarsi per vincere. Per esempio il fatto che la canteremo presto in coro tutti quanti. VOTO: 9.5

MARCO CARTA - La forza mia
Strizza l’occhio alle radio ma è una sorta di vorrei ma non posso: vorrebbe decollare ma la canzone resta al piano terra. Meglio, infinitamente meglio della media delle canzoni dell’Amico di Maria, ma considerato che partivamo sottozero, c’è parecchio da fare ancora. “Sei il mio gancio il mezzo al cielo” lo cantava Baglioni in “Strada facendo”, una delle tante citazioni di questo festival. La risentiremo in radio e in fondo probabilmente lo scopo vero era questo. Forse riuscirà ad arrivare ai duetti: lì ci saranno i Tazenda. Gli daranno una robusta mano. Nel frattempo si iscriva ad una scuola di dizione: ha un accento impressionante. Più o meno come Meneguzzi, ha una platea smisurata che lo ama, è praticamente al riparo da rischi anche nelle prossime sere. Purtroppo. VOTO 5.5

SAL DA VINCI -Non riesco a farti innamorare
Gigi D’Alessio forever, non se ne può più. “E’sempre la stessa canzone che va, è sempre la stessa canzone che si ripete“, cantava Jovanotti.  VOTO: 4

DOLCENERA - Il mio amore unico
Canta per prima e la fischietti subito. Un bel modo per cominciare. Una Dolcenera diversa, più romatica, meno dura, meno arrabbiata. Si fa apprezzare ed è pure caruccia. Lo era anche prima, ma con quel trucco dark non si notava appieno. Niente di straordinario, ma una bella canzone, senz’altro di qualità. VOTO: 7.5

GEMELLI DIVERSI - Vivi per un miracolo
Secchiate di banalità su un motivo alla loro maniera, con annesso ritornello orecchiabilissimo. Il fatto però è che di queste cose non ne parla nessuno ed incredibile come ci sia bisogno della musica per mettere sul piatto tutto questo. “Ce l’hai un attimo per me?” lo cantava già Ligabue. La canzone era “Hai un momento Dio” (”o Te o chi per Te, avete un attimo per me”?). Questo festival è pieno di citazioni. Danno energia. E posso anche piazzarsi bene. VOTO 8

FAUSTO LEALI - Una piccola parte di te
I figli so piezz’e core. Vecchio leit motiv che esce fuori ogni tanto, stavolta visto dalla parte del padre. Piccoli problemi di chi tiene famiglia, perché i figli sanno dire solo “Buonanotte e buongiorno”. Invecchia anche Fausto Leali, una volta cantava “Mi manchi” e ci piaceva molto di più. VOTO: 4

MARCO MASINI -L’Italia
Prego rileggersi bene il testo. Altro che brano ant-italiano. Piuttosto il pensiero che ci gira in testa è quello di Gaber: “Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono”. Ecco. Masini sta sulla stretta attualità e coi tempi che corrono rischia anche di vincere. Che poi non è che demeriti, perché il brano è bello, incazzato, lontano dal suo stile. Meglio il Masini di adesso che quello di dieci anni fa, senza dubbio. “E’un paese l’Italia di ragazze stuprate”. Provate a dirgli che non è vero. “Hanno dato all’Italia per volare nel cielo d’Europa una misera scopa“: è il verso più bello del Festival. Ma non ditelo a Silvio (e a Romano). VOTO 9

NICKY NICOLAI- STEFANO DI BATTISTA-Più sole
Una spruzzata di energia di quella buona. Dentro c’è il Jovanotti dei primi tempi e quello dell’ombelico del Mondo. Anima jazz, brano sofisticato, non convenzionale per la platea sanremese ma assolutamente inserito nei tempi moderni. Qualità al Festival, quasi un delitto. Con una interpretazione magica ma spontanea, non forzata. Il dubbio è: piacera alla giuria popolare? Per adesso quella demoscopica li ha premiati. A noi è piaciuto tantissimo, per tre minuti e mezzo sembrava il premio Tenco. Sublimi, quasi surreali. I migliori fra gli Artisti. Fosse per noi avrebbero già vinto. Ma con il televoto andranno a fondo. Votateli in massa, la musica di qualità merita un premioVOTO: 10

POVIA - Luca era gay.
La cosa peggiore è che Franco Grillini dell’Arcigay, animato da buone intenzioni, invece che tagliargli le gambe, con quell’intervento a fine esecuzioni probabilmente gli ha tirato la volata. Non tanto con le giurie ma per il televoto dei prossimi giorni. A volte pensare prima di parlare sarebbe cosa buona e giusta. “Luca era gay e ora sta con lei”. Con lui era infelice, con lei no. Chi scrive è cattolico, ma non per questo apprezza un testo così assurdo. La canzone si regge solo sul ritornello, il resto è modestissimo. Lui dentro e gli Afterhours fuori, è questo che rovina il Festival. Il rischio è che possa anche vincere. VOTO 5.5

PATTY PRAVO - E io verrò un giorno là
Eterea, quasi fuggevole. Come fai a giudicare l’interpretazione di una cosi? Ha un potere strano: rende magico anche un brano modesto come quello che canta, una romanza con lievi influenze anni’70. Così alla fine resti col dubbio, non sai se t’è piaciuta o meno. Però cavolo, ha cantato Patty Pravo, come fai a mandarla fuori? Ragionamento col senno di poi: il pezzo da “musical”, da “opera” ha già vinto l’anno scorso, con risultati nefasti sulle vendite. Dunque riascoltiamola, merita. Poi però basta. VOTO 6.5

PUPO-PAOLO BELLI-YOUSSOU N’DOUR- L’opportunità
Avanti c’è posto. Dopo venti minuti di Benigni su Berlusconi, ecco il trio inedito (un duo più il soprammobile Youssou N’Dour, che canta si e no mezza strofa, come le Las Ketchup con Danny Losito nel 2004), che disserta dell’integrazione fra razze e popoli e della convivenza civile fra i medesimi. Noi siamo d’accordo ma chissà se avranno apprezzato dalle parte di via Bellerio a Milano. Comunque tranquilli, questo non è un Festival di sinistra. E nemmeno di destra. E’un festival par condicio: Benigni e questi tre da una parte, Povia e l’azzurra Zanicchi dall’altra. Due a due e palla al centro. Il brano è normalissimo (e banalissimo), si fa cantare, ma niente di speciale. VOTO: 6.5

FRANCESCO RENGA - Uomo senza età.
Omaggio a Pavarotti. Vorrebbe fare il cantante lirico, ma sa benissimo di non esserlo, così mette in scena una simpatica farsa, con un brano piatto anzi che no. “Angelo, prenditi cura di lei”: così vinceva nel 2005. Assonanze nel refrain del 2009. Pure lui non è che brilli per originalità. Al duetto, se c’arriva, sentiremo la versione giusta. VOTO: 5

TRICARICO - Il bosco delle fragole
La sorpresa non è il fatto che quest’anno sia andato ai ripescaggi, ma quella che l’anno scorso abbia strappato applausi. Uno come lui non è facile da mandare giù in un festival pop, coi suoi testi ermetici. A noi piace da morire, è surreale ed assurdo ma per questo assolutamente straordinario. Un poeta “maledetto” e stralunato, dalle musiche molto particolari. Ritornello che canteremo tutti quanti, comunque vada. “Non è che non ti capisca, è che non ho tempo”. Un genio. Incompreso, ma genio.  VOTO 9

IVA ZANICCHI - Ti voglio senza amore
Nonna Iva torna a Sanremo a costo zero per il suo entourage: del resto in qualche modo deve pur spendere i soldi che noi le diamo per fare la Europarlamentare (Forza Italia). Gli autori sono gli stessi del melenso brano di Leali, ma le regalano una musica nettamente migliore. Vuole fare sesso senza amore. L’Iva ribelle non ce l’aspettavamo proprio. Apprezzabile il tentativo di modernizzare il suo stile canoro, ma il brano è piatto. Troppo. E infatti va ai ripescaggi, da dove se non sopraggiungeranno scossoni, prenderà direttamente la via dell’uscita. VOTO: 4.5

CATEGORIA PROPOSTE 2009

MALIKA AYANE - Come foglie.
Abbiamo chiuso gli occhi, ci sembrava di volare. Questo brano scritto da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro è la cosa più bella sentita sul palco. Lei ha una voce straordinaria, ma lo sapevamo già. Il brano è nello stile del complesso salentino, nel loro lato romantico, una ballata d’atmosfera che si appoggia su un testo davvero poetico. E’una canzone lontanissima dai canoni radiofonici (e questo forse non la aiuterà in un voto in cui le radio peseranno per un quarto), ma è di una bellezza mozzafiato. La Sugar di Caterina Caselli ha calato l’asso. VOTO: 10

IRENE - Spiove il sole.
La “sponsorizzata” per eccellenza del Festival (giovedì canterà con papà Zucchero) sale sul palco e ci dà dentro per dimostrare che lei sa anche andare avanti sulle sue gambe. La canzone è un buon rock, la peggiore fra le quattro dei giovani eseguite ieri sera, ma pur sempre nettamente migliore delle sedici degli Artisti. “Oggi sono in downdowndown”. Energia allo shaker e linguaggio ggiovane. A volte anche forzatamente. Ci convince, ma solo in parte (vogliamo risentirla), ma intanto ci fa muovere sulla sedia e considerato che canta quasi all’una di notte, basta per promuoverla. Ma che vuol dire “Spiove il sole”? VOTO: 7.5

SIMONA MOLINARI -.Egocentrica
Il jazz sul palco di Sanremo, che scandalo! Addirittura la qualità in un festival di canzonette, ma non c’è più religione! Il nostro sogno è una jam session di questa ragazza con Nicolai e Di Battista. Brava, bella e soprattutto portatrice di un brano originale della quale è autrice di parole e musica. Il jazz vero, senza annacquarlo nel pop, a Sanremo non era mai venuto sinora, a SanremoLab hanno lavorato bene. Esecuzione swing pefetta, gioca con la voce che è un piacere. Ci vengono le lacrime agli occhi per la bellezza e al pensiero di cosa sarà il brano cantato con la Vanoni giovedì. Poi il pensiero va al fatto che per i giovani c’è il televoto per il 50% e che quest’anno il girone è di ferro e allora questa ragazza rischia l’ultimo posto. E tornano le lacrime, ma di altro tenore. Il premio della Critica ce l’ha già in tasca. VOTO 10

FILIPPO PERBELLINI - Cuore senza cuore
Il clone di Cocciante, nell’aspetto e nella canzone, che del resto porta la firma del cantante italo-vietnamita. Gran bel pezzo, molto radiofonico, voce potentissima, bella presenza (i settimanali per ragazzine impazziranno). Testo del figlio di Mogol. Tutto molto gradevole. Ha talento si vede ma quando canta è l’una e un quarto. Quanti l’avranno sentito? VOTO: 9

SILVIA APRILE - Un desiderio arriverà
Ci aspettavamo tanto, un po’ ci ha deluso. La canzone è bella, ma non ci convince. Perché nonostante l’abbia scritta Pino Daniele, è molto lontana dall’anima rock melodica dell’artista napoletana e s’avvicina invece allo stile melenso della ragazza reduce da X Factor. Canta a mezzanotte abbondante e quasi ci appisoliamo, salvo accorgersi sugli acuti che lei è bravissima. Esercizio di stile ottimo, canzone molto meno. Silvia Aprile ce la ricordavamo su toni molto più jazz., ma evidentemente anche per lei Sanremo è Sanremo. VOTO 6

ARISA - Sincerità
Signore e signori, la gara delle Nuove Proposte è già finita. Vince lei, ha già vinto, non c’è scampo. Qualsiasi cosa succeda. Senti la canzone e impari il motivetto in cinque secondi netti. Che poi non è nemmeno uno di quei ritornelli soliti di Sanremo, è una canzone fresca, allegra, proprio da suonare con un pianista come Lelio Luttazzi. Lei poi è così naturale ma così personaggio, sembra calata da Marte che a confronto Tricarico si è ambientato. Qualsiasi voto prenda da radio e dai colleghi critici (quest’ultimi peraltro già apprezzano), al televoto non ha rivali, prenderà un canestro di voti. Aveva proprio ragione Paolo Giordano del Giornale, con cui abbiamo avuto modo di discorrere: diceva che ci avrebbe stupito. L’ha fatto. VOTO: 10

CHIARA CANZIAN - Prova a dire il mio nome
Cosa valutiamo, il brano o la voce? Il brano va in crescendo, l’inizio è bruttino, poi migliora, il testo di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro sotto falso nome non è granchè, la melodia è molto complicata e va riascoltata almeno un paio di volte per essere assimilata. L’esecuzione è da manuale, lei è bravissima (oltrechè bellissima), canta con bella personalità  e tiene bene la scena nonostante i diciotto anni e qualche stecca. Al terzo tentativo i Pooh mandano sul palco il figlio d’arte giusto… Nel complesso buono, senz’altro sopra la media di tutti gli Artisti messi insieme. Ma ci aspettavamo di più. VOTO 7

BARBARA GILBO - Che ne sai di me
E’una bella scoperta, perché è entrata quasi inosservata nel plotone e invece ha belle carte da giocarsi. Quelle vocali, quelle di autrice e anche perché no, quelle di telegenica. Testo autobiografico, musica molto ye-ye con assonanze tipiche napoletane e ritornello cantereccio. Una bella mescolanza di cose, se vogliamo anche in parte scontate, ma che messe insieme fanno un gran bell’effetto. Alcuni inserimenti molto belli, come il megafono con versi tipici partenopei a metà canzone. Lei si che fa onore alla musica napoletana, non Sal Da Vinci. VOTO: 9.5

ISKRA - Quasi amore
Dell’interpretazione non ne parliamo. Perché lei è bravissima, ma se fai da vent’anni la corista a Lucio Dalla ed hai cantato in tutti i più grandi palcoscenici del mondo non puoi non esserlo. La canzone ha grande atmosfera, Dalla ci teneva a far bella figura e le ha dato un pezzo di grandissima intensità. Tutto molto bello. Viene solo da chiedersi a chi convenga far vincere un’esordiente di 62 anni. Quale futuro musicale può avere. VOTO 9 alla canzone, 2 all’idea geniale di metterla in gara.

KARIMA - Come in ogni ora
Brano di atmosfera intepretato con stile. Lei è bravissima, ha una voce calda ed avvolgente, probabilmente il miglior prodotto uscito da “Amici” in tutte quante le edizioni. Soprattutto, dona una grande intensità e riesce ad emozionare, che non è facile quando stai per la prima volta su un palco così importante e canti quasi all’una di notte ad una platea che sta lì da ore. Grande fascino, come artista e non solo. VOTO 8.5


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martedì, 23 dicembre 2008

Sarà il solito Sanremo. Ci avevano illuso che potesse essere diverso. Ed invece no. La lista diramata dal direttore artistico Gianmarco Mazzi e da Paolo Bonolis ci ha ragalato soprese in negativo. Ci sono un Artista e due Proposte in più, ma non è che ci sia troppo da stare allegri. Anche perchè se il direttore di Rai Uno Del Noce ha definito questa "la prova del nove per la sopravvivenza della manifestazione", il malato pare grave.

Bocciati artisti che avremmo volentieri rivisto a Sanremo e che avrebbero dato un tocco di qualità come Paola Turci & Marina Rei, Mietta, Piccola Orchestra Avion Travel. Bocciati i Lost. In compenso spazio al solito noiosissimo Albano, che non sarà contento finchè non gli ridaranno la vittoria che non arrivò nel 2007 e ripescaggio dalla naftalina di Iva Zanicchi. E per fortuna che non ci saranno i Matia Bazar.

In compenso ci sono tre aficionados di Bonolis: Francesco Renga, che vinse nel "suo" Sanremo, quello del 2005, Nicky Nicolai e Stefano Di Battista, fra i migliori del lotto ma da lui lanciati nel 2005 e poi con lui nel programma "Il senso della vita" e Povia, vincitore nel 2006 ma lanciato l'anno prima con la canzone esclusa "I bambini fanno oh". E siccome non sono riusciti ad inserire Sal Da Vinci (qualcuno se lo ricorda? Nel 1994 vinse il Festival Italiano, quest'anno era in "Volami nel cuore") fra le Proposte, lo hanno inserito in più negli Artisti. E la cosa terribile è che in questo lotto medio, tendente al mediocre, Marco Carta, il preconfezionato vincitore di "Amici", non è nemmeno l'artista peggiore.

C'è chi dice che dietro al duo Nicolai-Di Battista (per inciso: parliamo del miglior sassofonista d'Europa e di sua moglie, una grande voce jazz), ci sia Jovanotti. Alla fine però la cosa più bella rischia di essere il terzetto inedito fra Paolo Belli, Youssou N'Dour e Pupo. E attendiamo con interesse anche il duetto fra Alexia e il debuttante (da non credere, dopo tanti anni di canzoni sanremesi da autore!) Mario Lavezzi Anche se  qui faremo il tifo per Tricarico. E per Malika Ayane nelle Proposte. Una brava. Un'artista vera. Una dei quattro-cinque totali. Su 26 artisti complessivi, è un pò poco.

Le Proposte? Ah già. Si chiamano Proposte e non Giovani perchè altrimenti non avrebbero saputo come giustificare la presenza di Iskra Menarini, anni 62. Chi é? E'la fedele corista dei concerti di Lucio Dalla. Che la accompagnerà sul palco. Due figli d'arte, Irene (Fornaciari) e Chiara Canzian. Una reduce da Amici (Karima), che per bilanciare sarà accompagnata da un mito (Burt Bacharach), una protagonista di X factor (Silvia Aprile). Ma ecco cantanti e canzoni. Non ci resta che piangere.

CATEGORIA ARTISTI:
AFTERHOURS, Il paese è reale
ALBANO, L’amore è sempre amore
ALEXIA feat. Mario Lavezzi, Biancaneve
MARCO CARTA, Dentro ad ogni brivido
DOLCENERA, Il mio amore unico
GEMELLI DIVERSI, Vivi per un miracolo
FAUSTO LEALI, Una piccola parte di te
MARCO MASINI, L’Italia
NICKY NICOLAI & STEFANO DI BATTISTA, Più sole
PATTY PRAVO, E io verrò un giorno là
POVIA, Luca era gay
PUPO - PAOLO BELLI - YOUSSOU’N DOUR, L’opportunità
FRANCESCO RENGA, L’uomo senza età
SAL DA VINCI, Non riesco a farti innamorare
TRICARICO, Il bosco delle fragole
IVA ZANICCHI, Ti voglio senza amore

PROPOSTE 2009

SILVIA APRILE - OSPITE PINO DANIELE
Un desiderio arriverà

IRENE FORNACIARI- OSPITE ZUCCHERO-VANDELLI-BATTAGLIA-FIO (I Sorapis)
Spiove il sole

ISKRA MENARINI (62 ANNI) OSPITE LUCIO DALLA
Quale amore

FILIPPO PERBELLINI - OSPITE RICCARDO COCCIANTE
L’orgoglio

CHIARA CANZIAN -OSPITE ROBERTO VECCHIONI
Prova a dire il mio nome

MALIKA AYANE - OSPITE GINO PAOLI
Come foglie

BARBARA GILBO - OSPITE MASSIMO RANIERI
Che ne sai di me

KARIMA - OSPITE BURT BACHARACH
Come in ogni ora

ARISA - OSPITE DA DECIDERE
Sincerità

SIMONA MOLINARI - OSPITE DA DECIDERE
Egocentrica


 

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categoria:musica, festival di sanremo, sanremo
mercoledì, 10 dicembre 2008

Riparte la macchina sanremese. Dal 17 al 21 febbraio prossimi Paolo Bonolis e Luca Laurenti condurranno l'edizione 2009 del Festival di Sanremo. Sono annunciate parecchie novità e cominciano anche a circolare i primi nomi. Andiamo con ordine.

ARTISTI - E'la nuova denominazione per la categoria "Campioni". Saranno 15, selezionati ad invito da Bonolis e dal direttore artistico Gianmarco Mazzi. Niente categorie all’interno dei big ma eliminazioni sin dalla prima sera. Da 15 i big rimarranno 12. Nella seconda sera, fuori altri tre. I sei eliminati canteranno la terza sera per un ripescaggio di due posti. Un eliminato nella quarta sera. Nella quinta sera, la serata finale, da 10 i big scenderanno a 3 e si giocherannola vittoria.

A votare nelle prime due sere sarà una giuria demoscopica all’Ariston (300 persone) diversa ogni sera, che ascolterà le canzoni in gara prima dell’esecuzione sul palco. La terza sera i big saranno ripescati col televoto. Nella quarta sera voteranno i professori d’orchestra (che rimpiazzano la giuria tecnica), il cui voto (50%) si sommerà ad una terza giuria demoscopica (50%). Nella quinta sera il voto sarà 50% giuria demoscopica e 50% televoto

Quanto ai nomi sembrano certe le partecipazioni degli AFTERHOURS (band milanese che fa rock duro e puro), dei LOST (giovanissimi vicentini icone dell'emo-rock ed idoli dei giovanissimi, di PATTY PRAVO (forse con una canzone di Ruggeri, forse di un giovane), di PUPO, dei MATIA BAZAR e di POVIA. Olterchè di MARCO CARTA, vincitore di "Amici". Tra gli altri nomi in discussione, circolano quelli di Al Bano, Marco Masini, Nomadi, Francesco Renga, Lorella Cuccarini e Caparezza.

PROPOSTE 2009 - E'il nuovo nome dei giovani, che saranno 8 delle quali due usciranno da SanremoLab. Altri 5 saranno artisti con già qualche esperienza selezionati dalla commisione, l'ultimo verrà scelto tramite un contest on line che vede in gara dal 15 gennaio 100 brani di artisti esordienti. Tutti gli 8 brani della sezione Proposte saranno diffusi, in versione ridotta, nelle radio una settimana prima. Esibizione sul palco dell’Ariston la terza serata, affiancati a superospiti italiani che faranno loro da “padrini” e duetteranno con loro. Nuovo esibizione (e votazione) nella versione ufficiale l’ultima sera.

Nessuna votazione nella serata con i padrini, perchè canteranno in duetto e quindi non nella versione ufficiale. Si voterà invece nella quarta sera col seguente sistema: 25% giuria di giornalisti, 25% giuria delle radio, 50% televoto. Per quanto riguarda i padrini, circolano i nomi di Pino Daniele, Zucchero, Irene Grandi, Lucio Dalla, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro e Massimo Ranieri, che dovrebbe duettare con uno dei due vincitori di Sanremo Lab. A voi il primo giudizio. Presto altre notizie.

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mercoledì, 10 settembre 2008

Si fa presto a dire "single". Si fa presto se hai scelto di star da solo perchè ti piace vivere alla grande (come cantava negli anni'70 il mitico Franco Fanigliulo), ma se ci stai perchè l'ha deciso qualcun altro allora ti girano. Come minimo. La condizione dell'umore  single "per scelta delle altre" è direttamente proporzionale allo scorrere del tempo e soprattutto al tempo che passa dall'ultima volta che qualcuno ti ha detto le due paroline magiche. Se hai passato i trenta e non hai avuto mai la fortuna di cui sopra  e pe giunta fai anche fatica a uscire fuori, hai due possibilità: roderti il fegato dall'invidia o sbattere la testa contro il muro. Volendo anche tutte e due insieme, accompagnate da sbalzi d'umore che compaiono come carogne sulle spalle nelle situazioni più mirate. Per inciso, ci sono tre periodi dell'anno che il single di questo tipo odia in maniera viscerale. Prima di tutto San Valentino, che in qualche caso (tipo questo che trovate qui) fa anche salire su la bile, poi il capodanno e le vacanze. Il Capodanno perchè devi trovare una truppa di amici single perchè quelli che hai sull'agenda, magicamente, scompaiono in quanto  vanno ciascuno dove li porta il cuore. Che le feste sono anche per l'acchiappo, ma se hai il fisico bestiale e la faccia da culo. E soprattutto, se non ci vai da solo.  Per le vacanze la routine comincia come minimo due mesi prima. Appena il single ha avuto l'ok dal suo capo, comincia a sfogliare la rubrica. Obiettivo: elemosinare un posto a qualche amico, che se resti solo sei fottuto e non ti rimane che una strada: le vacanze per single. Dove l'unica cosa certa è che t'hanno alleggerito il portafogli. C'è un'altra cosa che il single per scelta delle altre evita accuratamente: andarsene in centro alle sei del pomeriggio. A meno di non averne assoluta necessità, tipo riunioni di lavoro, fare la spesa o esserne costretto dagli orari di lavoro o dal caldo asfissiante che non ti consente di farlo che so, alle tre e mezza, quando in giro trovi solo i ragazzini. E in questo caso lo fa il più velocemente possibile e stando il più possibile al cellulare. Per evitare di  guardare  tutti quelli che vanno mano nella mano, che la bile ritorna su come una carogna. Oppure non viene su ma scoppi a piangere. Il single per scelta delle altre, che quelle due paroline magiche non l'ha mai sentite associate a sè stesso, si ferma sugli annunci matrimoniali e stacca su il telefono. E'il numero dell'agenzia. Ci si sente un pò sfigati, ma se non c'è di meglio....e poi almeno si parte alla pari. Se sei abbastanza alto. Altrimenti resti al palo. Sempre per scelta. Delle altre. E ricominci da capo. Come un gatto che si morde la coda.

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sabato, 06 settembre 2008
C'era un tempo in cui con la musica si poteva anche ridere. Oggi si ride, ma un pò meno. C'era un tempo, gli anni '80 e '90, in cui si andava a ruota libera. Si poteva scherzare anche sul palco di Sanremo, dove magari si arrivava dopo qualche successo estemporaneo. Alzi la mano chi si ricorda di Armando De Razza. Magari lo conoscete di più come  Maurizio De Razza. E'un attore romano del clan arbore. Nel 1989 cantava "Esperanza d'escobar/tu eras todo para mi/ tarde matina pomeriggio e noche/ esperanza d'escoba/ yo no soy che cosa far/ tu me lassaste e el core ancor me coce". L'anno dopo andrà al Festival a cantare "La lambada strofinera" che "me facilita l'azion/forse è un pò contrabbander/ ma lo sai como funzion". Era il rimedio per l'artista che diceva no all'atto sessuale perchè si sentiva "mucho fiacco, deprimido, triste y stracco". Nell'album c'erano anche "Dolores de pansa", "Amalia de lana" e "Tanf de merd".
Sanremo 1988. Franz Di Cioccio e Mauro Pagani della Pfm mettono su un complessino demenziale con due giornalisti genovesi, il cantante Roberto Manfredi ed i comici Sergio Vastano ed Enzo Braschi. Nome del gruppo: "I figli di Bubba". "Nella valle dei Timbales" è NETTAMENTE una delle più belle canzoni mai cantate al Festival: "Laggiù/ senza il 740/ Celentano non canta/La carrà non c'è più/ Laggìù/ con le dita nel naso/ la lenzuola di raso/ e il mio amore Mariù". Critica allo yuppismo imperante in quegli anni, in maniera intelligente.
"Ma che onor per noi /vincer questa gara/ era già previsto un anno fa/siamo il miglior gruppo/dell'umanità: grandi musicisti/ brani d'alta qualità/ abbiamo vinto il Festival di Sanremo". Così cantavano Oscar Giammarinaro e i suou Statuto nel 1992 al Festival, sezione Giovani. Primo caso al mondo di autogufata: arrivarono ULTIMI. Nello stesso anno incidono "Piera": "Piera non sei sincera/ da questa sera non t'amo piu".
E come dimenticare Francesco Salvi, che andò a Saremo 4 - leggasi quattro- volte. Sull'onda di "C'è da spostare una macchina", nel 1989 (grande annata...) propone "Esatto", che faceva ridere e pensare: "Facciamo tutti dei versi/siamo una grande tribù/ non siamo tanto diversi". Arriva settimo e l'anno dopo si ripete con "A": "Volevo fare un pezzo vocale, solo vocale e ci sono riuscito" ma poi: "Cantare sempre/ pensare mai/ e ci troviamo in un mare di guai/ Pensare sempre/Cantare mai/ e siamo ancora in un mare di guai". Per la cronaca: ha vinto 5 dischi di platino e 7 dischi d'oro con 8 album. E per chiudere, forse la ricordano in pochi (io ricordavo a malapena la canzone) ma nel 1981 a Sanremo l'attrice e cantante Marinella cantava "Ma lascia stare, ma chi te lo fa fare". La canzone fa meno ridere delle altre, ma lei è straordinaria. Guardare per credere.Sotto, i video.
 
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categoria:musica, festival, sanremo, canzoni da ridere
giovedì, 14 agosto 2008
C'è ancora chi tira al piccione e sostiene che credere in Dio, essere messaggeri del Suo Vangelo sia una cosa fuori moda. Invece per fortuna ogni tanto escono fuori storie che mostrano l'esatto contrario. Noi cronisti ce ne siamo accorti tardi, come spesso ci capita e probabilmente non fossimo stati in estate la vicenda non avrebbe avuto nemmeno il risalto che merita, ma forse anche questo è un segno del destino. Giovani. Giovani come tanti. Dai 18 ai 25 anni. Indosso un  paio di pantaloni da spiaggia e una maglietta verde con su stampata la scritta "Chi ha sete venga a me". Siamo a Riccione, in pieno agosto. Terra di mare, di discoteche e di acchiappo. Scendono con coraggio nelle spiagge, avvicinano i giovani della loro età e parlano di Dio, di come l'incontro col Signore abbia cambiato le loro vite.
Qualcuno è riluttante: "Siamo qua per rimorchiare le ragazze". Però i ragazzi parlano la loro lingua e qualcuno si ferma a sentire: "Siamo qui per riflettere, non per demonizzare. E per dimostrare che questa non è soltanto la terra dell'apparenza e dell'ostentazione del corpo. Ti aspettiamo stasera, in parrocchia. C'è la messa rock". Parte la musica, quel tunz tunz che si sente in discoteca. Un dj da spiaggia invita a partecipare alle attività della parrocchia, la sera. E un numero di telefono da chiamare in diretta. No, non è un programma di dediche musicali. E' un filo diretto per confrontare le prorie storie di vita. E giù trenini, in spiaggia. I giovani "missionari", quelli del mare e i frati, con rigoroso saio d'ordinanza. Pronti ad invitare, il giorno dopo a "Jesus on the road", una via crucis in chiave moderna. Dove ognuno diventa missionario con un semplice passaparola. E'un pò come la parabola del seminatore. Prima o poi il seme sulla terra buona deve cadere. E i frutti della semina il Signore li raccoglierà. Se anche uno solo sarà andato anche solo per curiosità, sarà già un successo.

A Sidney cinquecentomila giovani si sono ritrovati per diciotto giorni nel segno di Dio e della Fede. La Giornata Mondiale della Gioventù, che ogni volta si inserisce in un contesto diverso e lascia di stucco tutti quelli che si trovano la marea di ragazzi venuta lì non per sballarsi ma per incontrarsi nel segno di Cristo. Qualcuno che strabuzza gli occhi, ma anche tanti che alla fine anche solo "per vedere" sono andarti lì.

Che la Fede prenda giri strani è vero. S. ha 30 anni e da tre anni è in seminario. E'diplomato in flauto traverso, suona anche l'organo e le tastiere, ha un orecchio che gli consente di capire "a mente" cosa suonare e come. Ha suonato con l'orchestra della Rai più volte, anche in concerti importanti. La vocazione è cresciuta strada facendo.  C. ha 33 anni ed è sacerdote da sette. Giocava a pallone in serie C, in Romania, il suo paese. Cattolico lo era sempre stato, poi l'incontro con un padre spirituale lo ha portato al grande passo. Era un calciatore promettente anche Stefano Albanesi: giocava in serie B nell'Ancona, era un'aletta di quelle buone, che la buttava spesso dentro. Oggi è un frate francescano. Esempi di come a volte la vita giri. Tutti con una linea in comune. Quella di non aver mai auto paura di dire "E'bello credere in Dio, il suo messaggio è grande
"
martedì, 29 luglio 2008

Debbo ottemperare ad una segnalazione. Questo blog infatti è stato segnalato al concorso BRILLANTE WEBLOG 2008.

A nominarmi è stata Independent_world che gestisce il blog Person to Person. Io ho due blog attivi più uno, quello su libero, che non lo è più ma  essendo formalmente ancora attivo è quello dal quale è partita la segnalazione

Che cos' è il premio BRILLANTE WEBLOG è presto detto:

Viene assegnato a siti/blog che si distinguono per la loro brillantezza sia nei contenuti che nella grafica ed il suo scopo è di promuovere e gratificare la parte di blogosfera che risponde ai requisiti.

Regolamento

  • *Mostrare la pagina contenente il premio ricevuto citando
    chi vi ha premiato e linkando il suo blog;
  • *Scegliere almeno sette blog/siti che secondo te hanno le caratteristiche indicate;
  • * Mostrare i loro link ed avvisarli del premio;
  • * (Facoltativo) Esibire foto e profilo di chi ti ha premiato
    e di chi hai premiato

Ecco dunque le mie nomination (per visitarli, cliccateci sopra):

Passeggiando col mio cane di Maria, collega di Ischia, che oltre a raccontare la vita e gli aspetti principali della sua bellissima isola attraverso gli eventi sociali e culturali, non fa mancare anche la grande passione per il nostro mestiere.

Musica e altro e altri blog di Iononosonoio2 perchè racconta con grande dolcezza i fatti della vita e ci fa avvicinare a bellissimi romanzi ed alla grande musica d'autore italiana.

Mitauke Oyasin di Nopadopia che è umbra come me ed è una grande amica. So bene la durezza che le ha riservato la vita. Nel suo blog cerca il confronto e l'amicizia, non sempre la trova.

Dalla Via Emilia con furore di Marcmo perchè condivide con me la passione per la musica europea e si batte per diffonderla. E come me, per far tornare l'Italia all'Eurofestival.

Giuseppe Gentili di giuseppegentili, mio concittadino, autore e regista radiofonico, paroliere. E direttore di una radio dove ho lavorato per 10 anni. Il suo blog si esprime solo attraverso le foto, ma trasmette molte più emozioni di cento parole.

Maxxeo di Maxxeo, giovanissimo blogger ricco di grande senso dell'umorismo, che analizza con ironia e buono spirtio critico i fatterelli della nostra Tv (e dintorni).

Il blog di Nik di Nik883, musicista. Proprio la grande musica accompagna il lettore in quello che è un suo contenitore di pensieri. Ma la musica da sola vale la segnalazione.

Lamusicaeilmare di Olaf83, che va alla scoperta della musica d'atmosfera e di tutte quelle emozioni che la grande musica, soprattutto italiana, sa regalare.

Solealtonelcielo e altri blog di Alessandro74, perchè è un piacere discorrere con lui di politica e della società civile, anche se spesso siamo di idee opposte. E' una persona colta, seria e preparata, che non parla per partito preso.

Circolo La Pira di circololapira, corregionari e cattolici come me. Parlano della Chiesa e della società, di temi e valori importanti, senza paraocchi, difendendo la vita.

Valentina Rossi di Iupiter2000, su tante cose non concordiamo ma ha una notevole brillantezza nel raccontare i fatti dell'attualità

postato da: emalom alle ore 17:55 | Permalink | commenti (9)
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giovedì, 24 luglio 2008

La musica ha una nuova frontiera. Oddio, l'Europa se n'era già accorta. Siamo noi che come al solito arriviamo alla fine. I talent show come lancio per giovani artisti che hanno già una carriera alle spalle, magari con qualche disco, ma non riescono a decollare perchè poco interessanti per le major. Non c'è niente di male, anche se oggettivamente la nascita di questi programmi è una diretta derivazione di una gestione dell'azienda del disco che non ha il coraggio di investire sulle novità e preferisce andare sul sicuro. E se i nostri primi esperimenti, che lanciarono Lollipop, Bruno Cuomo e LuckyStar non andò bene proprio perchè la cosa fu gestita male, con X factor il fenomeno è esploso in tuttto il suo splendore. Senza il programma di RaiDue, non avremmo mai conosciuto voci ed artisti interessanti come Giusy Ferreri, Aram Quartet, Ilaria Porceddu ed Emanuele Dabbono (senza contare gli altri). Quanto a Marco Carta e Roberta Bonanno, lanciati da Amici, il discorso è diverso: Amici non è un talent show e sforna giovani senza esperienza puntando solo sull'immagine e la voce, senza lavorare sulla loro personalità musicale. Qualcuno si salva, ma gli album e i "robottini" sono quasi tutti uguali (e pessimi).

Ma il vero fenomeno è quello delle vendite: dovunque in tutta Europa, questi artisti sono in testa alle classifiche di vendita: vedere l'ex commessa Giusy Ferreri in testa sia ai singoli che agli album fa un certo effetto, ma fa anche piacere, perchè finalmente c'è qualcosa di buono e nuovo e non i soliti noti. Ma l'Italia non è la sola in questo campo. Il caso Leona Lewis in Inghilterra è esemplare. Sempre il regno unito ha lanciato negli anni Will Young, Andy Abraham (quest'anno all'Eurofestival) e le Girls Aloud, solo per fare qualche nome. In Germania in testa alla classifica c'è Thomas Godoj, recente vincitore del programma "Deutschland sucht den Superstar", che ha dato il cambio a Mark Medlock, a sua volta vincitore due anni fa dello stesso programma, che ha lanciato anche Nevio Passaro oltre alle No Angels (quest'anno all'Eurofestival)

In Francia, il programma si chiama "Nouvelle Star" e l'ultimo vincitore, Julien Dorè, è schizzato in testa agli album, ma il vero successo l'ha ottenuto la 18enne trionfatrice dell'anno prima, Sheryfa Luna, i cui dischi (singoli ed album). In Spagna c'è ancora il mitico "Operacion Triunfo", che ha sfornato buoni artisiti come David Bustamante e soprattutto Rosa Lopez, divenuta una degli idoli musicali degli iberici. Nell'este europeo ormai i cantanti nascono quasi esclusivamente attraverso questi programmi: l'ultimo è il sardo Roberto Meloni, tenore diventato una stella in Lettonia e due volte presente all'Eurofestival negli ultimi due anni. Ma i protagonisti dei talent trionfano un pò dappertutto: in Svizzera MusicStar ha lanciato Claudia D'Addio, Piero Esteriore e Mario Pacchioli, uno dei rari artisti a cantare in lingua romancia, in Austria, Starmania ha prodotto Mario Lang e la band Christina Sturmer, in Svezia dopo Pop Idol primati in classifica per Marie Picasso e Mans Zelmerlow, in Finlandia per Ari Koivunen, Hanna Pakarinen e Anna Abreu. Il norvegese Kurt Nielsen ha vinto "World Pop Idol", mentre l'edizione locale ha lanciato il 16enne Erlend Bratland. Sotto, le canzoni di Mark Medlock, Sheryfa Luna, Marie Picasso, Andy Abraham, Erlend Bratland, Anna Abreu